La politica militare di Israele, un argomento fra i nostri tanti, modesti abbozzi di opinionismo a tempo perso, mette bene in evidenza la frammentazione della sinistra che pensa e si divide, pretendendo di dimostrare le proprie tesi in maniera a volte sincera, altre quasi messianica, ma sempre per mezzo di ragionamenti, citazioni, letture, ironia e quant’altro. Un assaggio dell’inusitata complessità del confronto democratico.
A destra: niente di tutto questo. Colà echeggia perennemente un rabbioso clamore, un grugnito di Gasparri a Ballarò, l’adorazione isterica dei fans in piazza San Babila, il far quadrato dei sacerdoti piduisti del PDL, non importa quanto assurda o inopportuna sia l’ultima sparata del Banana, con l’invasione sistematica di forum, talk show, telegiornali e del salotto oleoso di Porta a Porta. Sempre con il fare bilioso ed indispettito di chi si sente relegato ad una immeritata, eterna condizione di minoranza (tema già affrontato brillantemente da M. Serra).



