3 September 2010
autore: mv - Categoria: Pattume e Società

Vi proporrò un racconto stringato sulla falsa riga dei librigame (chi se li ricorda? sì ok, facevano pietà).

Corre l’anno 2007, un pomeriggio inoltrato dell’inoltrato mese di agosto, una di quelle stradine affollate di sciabattare che portano al e dal mare, la bottega di un anziano che vende di tutto, sandali, costumi da bagno, maschere e boccagli… una nota puttana, compagna di un noto (ma impunito e stimato) spacciatore di coca e titolare di un noto esercizio commerciale, una di quelle cui piace essere e far notare di essere la puttana (per l’appunto) del boss, madre di un figlio (di puttana per l’appunto) cui insegnare già nel periodo dell’età dell’innocenza i sacri valori dell’impunita prevaricazione (che da grande chiamerà col sinonimo “controllo del territorio”)… la ‘signora’ entra nella putìa (la bottega) a curiosare, il ragazzino impunito comincia a fare quello che normalmente fanno i ragazzini, rovistare e toccare, senza che gli venga impedito da quello che normalmente viene (veniva?) imposto dalle madri “non toccare non è roba tua”… l’anziano bottegaio, vuoi un po’ perché è anziano, vuoi un po’ perché vendendo roba spicciola esposta anche per strada in una via molto transitata assisterà ad una sequela giornaliera di furterelli e taccheggio, vuoi un po’ perché “se non ci pensa tua madre ci penso io”, invita il piccolo malandrino a non toccare la merce, probabilmente confidando nella complicità della madre in questo semplice gesto educativo.

percorso a – la madre alza la voce col figlio, ribadendo il concetto che non si tocca la roba d’altri, il quale fa qualche capriccio e si prende una scoppola, uscendo dal negozio e chiedendo scusa al negoziante che, commosso, gli regala una cartolina.

percorso b - la madre (ricordiamo che è una nota puttana), indignata e con un atteggiamento da “lei non sa chi sono io (e soprattutto il mio protettore), non finisce qui” prende il suo principino offeso, esce dal negozio si reca dal suddetto compagno/pappone, raccontando di quale ingiurioso sopruso sia stato oggetto “tò figghiu”.

- continua -


 2 September 2010
autore: Rob - Categoria: Pattume e Società

Esprimere con sicurezza un’opinione senza sapere di che si parla. Successivamente, dopo essere stati sbugiardati da chi è più informato di te, informarsi meglio e smentirlo, dimostrando di aver avuto ragione, pur avendo parlato a casaccio.

Tempo dell’esercizio: 10 minuti massimo

Strumenti a disposizione: iPhone, Google ed eventualmente una fuga nei bagni


 
autore: Rob - Categoria: Pattume e Società

L’Italia non è soltanto un paese anagraficamente vecchio: è un paese per vecchi. E non di vecchi qualunque: di vecchi che odiano i giovani.

Ma guarda te: uno passa una settimana a New York e si riempie la bocca per mesi. Basta davvero un viaggio all’estero a far partire la litania della fuga dall’Italia? Essì, basta, quantomeno per me. E’ sufficiente quello che vedi all’estero in sette giorni, e quello che vedi al tuo rientro nei successivi due o tre, per capire che l’Italia sta morendo senza lottare. Come ci si è sentiti in dovere di definire “paesi emergenti” alcuni stati comunemente definiti “terzo mondo” ma pronti a fare il salto, si dovrebbe cominciare a parlare di “paesi declinanti” per quelli che stanno perdendo il loro status. Ed è ciò che siamo noi.
Dopo aver visto le insegne delle banche aperte 7 giorni su 7, negozi aperti 24 ore al giorno, ferry boat grautiti per spostarsi da una parte all’altra della città, sedie e tavoli a disposizione dei cittadini sparsi in ogni angolo della città, parchi pubblici puliti che offrono gratuitamente Wi-Fi, quotidiani, libri, toilette pulite e cinema all’aperto, io torno in Italia, accendo il computer per leggere le notizie, e cosa trovo? Notizie come questa, in cui si parla dell’intenzione della giunta regionale piemontese di impedire ai centri commerciali di aprire la domenica, o questa, che racconta come a Merano vengano tolte le panchine per impedire ai barboni di dormirci.

Nella foto qua sotto, scattata a Manhattan una settimana fa, un barbone dorme su una installazione artistica, di fronte a una banca che riporta nell’insegna la scritta “Open 7 Days”. Manco a farlo apposta. Ma che ci volete fare, Manhattan non è certo Cuneo o Merano.


 19 August 2010
autore: Rob - Categoria: Pattume e Società

Giovani quattordicenni parigine si appostavano vicino a bancomat. Quando un malcapitato prelevava, una gli mostrava le tette, e l’altra, approfittando della sua distrazione, gli rubava i soldi.

Qualora in Italia qualche ragazzina stesse pensando di replicare la tecnica, sappia che di solito prelevo a Torino, in Via Monginevro. E che ci si può mettere d’accordo, senza bisogno di rapina.


 16 August 2010
autore: Rob - Categoria: Palazzi pazzi

Alla vigilia dei suoi 69 anni, dopo un ictus che lo stava per uccidere (pericolo scampato, fiuffff) Bossi così risponde alle domande sulla sua successione:”Sono ancora giovane”. E poi ti domandi perché in televisione ci sia ancora Gianni Morandi.


 9 August 2010
autore: Rob - Categoria: Favole, balle e religioni

Commentando la morte di 21 ragazzi alla Love Parade, il vescovo di Salisburgo ha detto:”Dio punisce gli apostati”. I pedofili invece, li promuove ai più alti gradi.


 27 July 2010
autore: Rob - Categoria: Pattume e Società

Il giornalismo, i mass media, sono lo strumento fondamentale per la difesa della democrazia. Per questo, e per istinto, l’opinione pubblica si è schierata contro la legge sulle intercettazioni. Ma c’è davvero qualcosa da vietare in Italia? Non ci pensano già i giornalisti, a ridicolizzare il quarto potere? Questa foto è al momento (27/07/2010, ore 15:04) nella home page del Corriere della Sera: Jon Bon Jovi a letto con quattro ragazze, di cui una gli tiene in mano l’uccello. Con tanto di articolo.


 17 July 2010
autore: Rob - Categoria: Pattume e Società

Queste sono tutte le notizie presenti oggi nella sezione “dal mondo” del Secolo XIX, notizie che forse la legge bavaglio ci impedirà di ricevere, con grande nocumento per la nostra libertà.

Usa: Apple e l’antennagate. Mea culpa di Steve Jobs.
Australia: hanno tumulato dentro una bara blu un delfino amico dei surfisti.
Germania: il soccorso alpino tedesco si avvarrà di un avvoltoio.
Usa: Ritrovata una bambina scomparsa sette anni prima. Parla solo rumeno.

In almeno metà del mondo non è estate, se l’estate è il problema, è possibile che non sia accaduto nulla di più rilevante della morte di un delfino Auckland?


 13 July 2010
autore: Rob - Categoria: Palazzi pazzi

Si dice che in Italia c’è la tendenza a essere complottisti, a cercare ovunque “l’uomo col cappuccio”. In parte siamo influenzati dalla nostra storia, dalle congiure medievali, dai Borgia e via discorrendo, e in parte va detto, c’è una certa abitudine nei potenti a metterselo, sto benedetto cappuccio.
Ed è così che nei giorni in cui la magistratura scopre una nuova loggia composta  da mafiosi, camorristi, giudici e senatori, Bruno Vespa, il figlio illegittimo di Mussolini, organizza una cena con il capo del governo (Silvio Berlusconi) e un rappresentante dell’opposizione (Pierferdinando Casini), il governatore di Banca d’Italia (Mario Draghi) e il presidente di una banca (Cesare Geronzi), un imprenditore (Marina Berlusconi) e un rappresentante del governo (Gianni Letta), il tutto sotto la benevola vigilanza del Vaticano, rappresentato da niente di meno che il suo segretario di stato, Tarcisio Bertone. Su quest’ultimo si sono scatenate forse le polemiche più forti, nonostante sia notorio che attualmente la chiesa è impegnata quasi esclusivamente su due fronti: violentare bambini e corrompere politici. Bisognerebbe forse essere lieti che il cardinale quella sera si stesse occupando di politica.
La cosa più grave è che a cena erano riuniti dei soggetti con i rispettivi organi di controllo, parti e controparti, il tutto a casa di un giornalista, appartenente alla categoria che in democrazia dovrebbe sorvegliare tutto e tutti, con la complicità di uno dei capi dei rappresentanti di “dio”, colui che alla fine giudicherebbe ogni uomo. Chi sorveglia le attività di Mediobanca, se il suo presidente se la spassa con il governatore di Mediobanca? Che opposizione farà Casini? Chi impedirà alle aziende di Marina Berlusconi di calpestare la concorrenza, usando la posizione politica del padre?
Nella notte tra il 7 e l’8 Dicembre qualcuno fermò il golpe Borghese, un attacco allo stato condotto dalla fresca alleanza tra fascisti e mafiosi. Ora che questa allenza è consolidata, e vincente, chi li fermerà?


 9 July 2010
autore: Rob - Categoria: Palazzi pazzi

Flavio Carboni, arrestato in merito alla faccenda dell’eolico, ha un curriculum della madonna. Nell’arco dei suoi 78 anni è finito dentro ad ogni affare sporco, grigio, nero e puzzolente della nostra storia. Al suo curriculum manca forse solo l’oro di Dongo. Forse…
L’ultima della serie, il tentativo di corrompere i giudici della Corte Costituzionale per far passare il Lodo Alfano è acqua fresca, in confronto al resto.
Si va dal sequestro Moro al caso Orlandi, dalla Banda della Magliana all’omicidio di Calvi, dalle solide amicizie con la mafia al crack del banco Ambrosiano, dai legami con Licio Gelli a quelli con lo Ior.
Insomma, ne avrete sentite di tutti i colori. Tranne una, che i Tg Rai hanno deciso di omettere (quelli mediaset non li prenderei nemmeno in considerazione): negli anni 80 era socio di Berlusconi, e fu lui a vendergli Villa La Certosa, il villone in Costa Smeralda dove il premier… ospita… intrattiene relazioni… diplomatiche, ecco.