20 May 2010
autore: Rob - Categoria: Ambiente

“Tanto peggio tanto meglio” è uno degli atteggiamenti che macchiano molte posizioni degli ambientalisti di tutto il mondo. Loro si aspettano i disastri, e quando ne vedono uno, di nascosto, si compiacciono all’idea di ottenere consensi, donazioni e sensabilizzazione dell’opinione pubblica senza sforzo. E’ come se il genitore che porta il figlio al pronto soccorso per un’influenza urlasse “Si, vai, così, così!” vedendo il bambino sputare sangue, perchè di certo un conto è convincere un infermiere che il piccolo stia male solo perchè ha la febbre, un conto è mostrarglielo mentre fiotta sangue.

Però, senza gioire del disastro, possiamo comunque cercare un lato positivo in questa vicenda: è successo negli Stati Uniti. Quelli che preferiscono difendere lo stile di vita americano, piuttosto che l’ambiente. Quelli che vogliono andare a trivellare l’Alaska, per mantenersi basso il prezzo del petrolio. Quelli che si mettono di traverso a ogni protocollo di controllo delle emissioni, ora si godono un po’ del lato B del loro sviluppo. E perchè, in ultima analisi, sono quelli meglio attrezzati per arginare il problema, se lo vogliono. Credo che per intervenire si sia in attesa della delibera della comunità cubana in Florida, dilaniata dal dilemma: aggredire la macchia di petrolio, o lasciarla in mare, sperando che devasti Cuba?


 14 May 2010
autore: Rob - Categoria: Ambiente

In corrispodenza del Salone del libro di Torino Greenpeace ha pubblicato una classifica degli editori virtuosi (e non), valutatati nell’impegno verso l’ambiente, l’utilizzo di carta riciclata, l’utilizzo di fibra vegetale proveniente da foreste certificate e la trasparenza (ovvero la loro disponibilità a rispondere a Greenpeace, che non è per la verità un obbligo).

Maglia nera a Feltrinelli, editore di riferimento per chi come me si è sempre riconosciuto in un… yaaaawnnn (lungo sbadiglio). Meglio hanno fatto Mondadori ed Einaudi, entrambe di proprietà del Partito dell’amore, che anche a questo giro sconfigge l’invidia e l’odio (Feltrinelli).


 28 April 2010
autore: Rob - Categoria: Ambiente

Nel 1880 (non l’anno di picco, oltretutto) a New York c’erano tra i 150.000 e i 175.000 cavalli, con una produzione giornaliera di 150.000 litri di urina e 1500 tonnellate di sterco. Sempre nello stesso anno furono rimossi dalle strade della grande mela 15.000 cavalli morti, i cui cadaveri attiravano mosche, topi e insetti. Nel 1908 circa 20.000 newyorkesi all’anno morivano di malattie causate dalla presenza in città di tonnellate e tonnellate di escrementi di cavallo. Nel 1894 il Times prevedeva che nel 1950 ogni strada di Londra sarebbe stata ricoperta da un metro di sterco di cavallo.

Urbanisti provenienti da tutto il mondo si riunirono nel 1898 a New York per affrontare il problema igienico sanitario causato dalla presenza di così tanti cavalli nelle città. Furono pianificati 10 giorni di incontri, ma dopo solo tre stabilirono che non c’era via d’uscita, e tornarono tutti a casa. La soluzione inaspettata a tutti i loro problemi, fu l’invenzione dell’auto.

La storia di come l’auto ci salvò dalla merda di cavallo è uno dei fondamenti dell’ottimismo degli anti-ambientalisti (o anti-catastrofisti): inventeremo qualcosa, che oggi non riusciamo nemmeno a immaginare, che ci salverà di nuovo.

Mentre gli ottimisti aspettano, e i pessimisti si disperano, nell’Oceano Pacifico le correnti marine stanno accumulando un vortice di spazzatura e plastica che attualmente ha raggiunto la dimensione della Francia, e sta cominciando a lambire le Hawaii, devastandone le spiaggie. Siamo di nuovo sotto un metro di merda?



 18 March 2010
autore: Rob - Categoria: Ambiente

Ha avuto due compagni, con i quali ha tentato innumerevoli volte di avere dei piccoli. Frustrata dai fallimenti ripetuti, li ha uccisi entrambi.
Durante i suoi 3 anni di vita ha mangiato a centinaia i piccoli degli altri, senza pietà, e con precisione da cecchino. Non ha permesso a nessun altro pesce di riprodursi e vedere la propria prole sopravvivere per più di 24 ore.
Ha seminato il terrore in tutto l’acquario, eppure ha rappresentato un elemento d’ordine: le zuffe degli altri dovevano svolgersi nell’altra metà dell’acquario, e non durare troppo a lungo.
Dopo una vità così, come si può morire di vecchiaia, lentamente, magari fatta a pezzi dai pesci che ha tenuto nel terrore per tutta la vita.
Si è scelta la sua morte, con stile: un ultima cena, esagerata. Un neon troppo grosso, perfino per lei, ingoiato intero, ha scritto la parola fine sullo scalare più bello e cattivo dell’acquario.


 10 March 2010
autore: Rob - Categoria: Ambiente

Resistere, urlare, ribellarsi e non accettare questo clima intimidatorio, queste anomalie quotidiane, questo continuo stravolgere il panorama nazionale.
Esistono leggi che non possono essere ignorate, dovete alzare la testa e gridare, per strada, in ufficio: basta con sto cazzo di freddo! Basta con sta neve, è quasi Primavera, porco…


 27 February 2010
autore: Rob - Categoria: Ambiente, Pattume e Società

“I Comuni sono convinti che questo sia il momento della responsabilita’, dove ognuno e’ chiamato a fare la propria parte per dare certezze sulla conoscenza della composizione e degli effetti delle polveri sottili e per tutelare i cittadini e le famiglie. L’ANCI e tutti i Comuni che domenica attueranno iniziative di sensibilizzazione sono coscienti del sacrificio che stanno chiedendo alle comunita’ e per questo ringraziano tutti coloro che insieme alle amministrazioni locali vorranno partecipare a creare le basi per un’azione istituzionale corale e strutturale”

Questo comunicato dell’ANCI è una tale summa di cazzate che fa pensare seriamente a una massicia assunzione, negli uffici dell’ANCI, di benaltre “polveri sottili”. Intanto perchè qui la propria parte non la fa “ognuno”, ma solo i cittadini semplici, quelli che aspettavano la domenica per andare a mangiare fuori città, per andare a trovare parenti, o più genericamente, per farsi i cazzi propri. Sindaci, assessori, preti, eccetera hanno diritto di circolare, anche domani. I Comuni sono coscienti del sacrificio, ma sono ancora più coscienti degli incentivi che riceveranno dalla Comunità europea per questo blocco, per non parlare delle multe distribuite a chi deciderà di non farsi murare vivo di Domenica. Se poi un blocco domenicale vogliamo chiamarlo una “azione strutturale”, io proporrei di cominciare da Chiamparino e la Moratti per il test del capello.


 6 October 2009
autore: Rob - Categoria: Ambiente

Albero mortoMentre l’opposizione si sollazza con i guai di Berlusconi, la maggioranza programma una sommossa di piazza per difendere la Fininvest (non la presidenza del Consiglio, il governo o il PdL: Fininvest), in giro qualcuno per fortuna pensa anche ad altro, per esempio l’ambiente, ciascuno a modo suo. Il Giornale definisce “sciacalli” i giornalisti dell’Unità che indagano su come sono stati spesi i soldi per il territorio siciliano che ora, non ci sono più. Curiosamente, ricordo che il fondatore del Giornale, Montanelli, definì “sciacallo” la giornalista Tina Merlin, dell’Unità, che cercò le responsabilità dell’Enel-Sade (oggi note e dimostrate) nella sciagura del Vajont. In Sardegna invece, Italia Nostra si oppone alla costruzione di 80 turbine eoliche davanti alla costa, perchè deturpano il paesaggio, proponendo di spostare il progetto verso aree degradate o ex-industriali (certo ci sarebbe da prendere in considerazione la necessità di vento per le turbine, oltre che il colore delle pale, ma vabbè…); in Norvegia però, stanno sperimentando turbine galleggianti a 10 km dalla costa: non rovinano il panorama, non devastano il fondo del mare e non creano problemi alla navigazione, vediamo un po’… E sempre per il filone di quanto è difficile essere bio-sostenibili, leggo che la produzione dell’UE di biocarburanti, tanto pompati dagli ambientalisti, passa attraverso la distruzione delle foreste indonesiane, per ricavare terreno coltivabile. Nel frattempo che noi qui siamo attendiamo che si ripeschi dal fondo la Jolly Rosso, i giovani calabresi che abitano tra Cetraro e Amantea si ammalano di cancro con una incidenza di 4 volte superiore alla media nazionale. [Continua...]