Tutti e due hanno una passione per i minori che gli ha causato guai con la giustizia. Tutti e due hanno una passione per la chirurgia plastica, che li ha resi ridicoli e mostruosi. Tutti e due sono finiti nei tribunali, sono stati assolti, ma lasciando pesanti dubbi. Tutti e due hanno cominciato cantando. Amanti del lusso e degli eccessi, due matrimoni falliti alle spalle per entrambe, ricchi, famosi, uno era il Re del pop, l’altro cerca di diventare il Re d’Italia. Solo su una cosa si differenziano: la longevità. Se se la fossero scambiata in tempo, avremmo qualche canzone carina in più, e un’Italia migliore, meno compromessa, meno impresentabile. Se ne vanno sempre i migliori, o quanto meno, i meno peggio dei due.
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…ma a casa mia, quando gli ospiti tirano fuori il pisello, significa che è l’ora di accomodarli alla porta… Soprattutto se lo fanno sopra una innocente ragazza che prende il sole! Certo, se le ragazze sono due, nude e si fanno la doccia… Ecco, a casa mia non le obbligherei a lavarsi a due due, ma metterei a loro disposizione il bagno per tutto il tempo del quale necessitano, in modo che si possano lavare con la dovuta discrezione. Insomma non vorrei sembrare moralista, ma quello ha tutta l’aria di un troiaio…
Cito un articolo di Michele Serra del 13 Aprile 2008:
“Andare a votare mi è sempre piaciuto, amo la banalità della democrazia, nutro simpatia per i seggi, gli scrutatori, i tabelloni appesi, le guardie che guardano, la matita copiativa. Mi emoziono ogni volta, anche se le volte oramai sono tante. Non ho mai capito l’ignavia dei disinteressati, dei non partecipi per menefreghismo, e fatico a digerire anche la spocchia di quelli che non vanno a votare perché “non si riconoscono” in nessun partito, chissà in che cosa si riconosceranno, nel Re di Atlantide, negli anelli di Saturno, nella barba di Bakunin, nella loro mamma?”
Mi pare che qui sia già scritto tutto, in particolare la delusione che mi trasmette chi, per giustificare la propria pigrizia, motiva l’astensione con un ipocrita atteggiamento disincatato nei confronti della politica. Oggi più che mai, la frase “sono tutti uguali” non ha cittadinanza, in Italia. Mai destra e sinistra sono state così divise per programmi, uomini e valori espressi. E’ l’arrivismo del singolo contro la speranza di farcela tutti insieme, è il desiderio di vedere soccombere il più debole contro il tentativo di non lasciare indietro nessuno: è la scelta di spingere la propria figlia a farsi scopare da un vecchio ricco, potente e impotente, piuttosto che mandarla a studiare e permetterle di esercitare i propri diritti di donna.
Non andare a votare significa non ritenere importante le differenze che separano la certo purtroppo grigia e imbalsamata sinistra, e una cricca di puttanieri che spedirebbero gli immigrati sul fondo del mediterraneo, e gli italiani più poveri nelle mani degli strozzini.
Concludo con la chiusura dell’articolo di Serra:
“Ho un paio di amici che rimarranno a casa, a misurare la puzza sotto il naso. Da dopodomani gli vorrò bene lo stesso, oggi no. Oggi li detesto.”
Già che vado in Sardegna mi porto dietro Apicella, tanto, “se c’è qualche persona in più, non costa una lira”.
Tecnicamente: sto cazzo. Più persone ci sono, più l’aereo consuma benzina. E fossero anche 4 cent di Euro di differenza carburante, quei 4 cent di euro li hai rubati ai contribuenti, per trasportare gli amichetti nella tua villa al mare e fare una festa. Aggiungerei: Apicella ha bevuto una bibita mentre eravate in volo? Ha mangiato delle noccioline? Si è soffiato il naso? La bibita, le noccioline, i fazzolettini li avete rubati ai contribuenti.
Eticamente: sto cazzo. Supponiamo (ma è da dimostrare) che l’esborso per la collettività sia minimo se non nullo, mi domando: perchè Apicella si, e io no? Perchè Apicella sale su un volo di Stato per andare al mare, e io mi compro il biglietto del traghetto, faccio la fila in porto, e impiego e 8 ore per arrivare in Sardegna?
A me non me ne frega un benemerito cazzo se la differenza di costi sia minima, io pretendo che i voli di stato, e tutte le altre strutture messe a disposizioni degli uomini di stato, siano usati da loro e solo da loro per quanto concerne l’esercizio delle loro funzioni. Tutto il resto è peculato, e tutti quelli che, come La Russa per esempio, fanno i faciloni “macchè ti frega, tanto non cambia nulla!”, rappresentano il cancro dell’amministrazione pubblica italiana, e il lassismo della nostra classe dirigente nel perseguire i reati amministrativi e la corruzione.
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