Il Corriere, a proposito di Roman Polanski, parla di “presunto stupro”. Presunto sto cazzo, visto che ha patteggiato la condanna per stupro. In più, deve essere ancora processato per il fatto che fosse 13enne. Insomma, che Woody Allen sia accondiscendente non mi stupisce, ma che lo sia la Bellucci mi lascia più perplesso. Tempo fa Castelli obiettò questo, alla grazia a Sofri:”Ci sono migliaia di persone in carcere, si chiede la grazia per Sofri solo perchè sa scrivere bene; vuol dire che l’ignorante merita di stare in carcere più dello scrittore?”. Ecco, nel caso di Sofri era una cazzata, ma il discorso si applica bene su Polanski. Le stesse persone che solitamente invocano la castrazione chimica e il carcere a vita, con gli occhi iniettati di sangue, oggi sembrano infinitamente più pacate. Peccato ci siano tanti registi italiani tra i firmatari, ma non stupisce poi più di tanto: oramai saranno convinti anche loro che per una ragazzina non ci sia niente di più desiderabile dello stupro di un regista, che apre le porte allo Show Biz.
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Mi piacerebbe vedere i tre candidati alle primarie del PD controbattere alla deriva cazzona e violenta (violenta con le donne, l’opposizione, con l’informazione) non con sarcasmo e/o indignazione, ma con idee, programmi, immagini dell’Italia di domani. E dell’Italia, se possibile, non dello stesso PD. Non trovo entusiasmante sapere se si alleerà o meno con Di Pietro o con Rifondazione, vorrei sapere che cosa ha intenzione di fare per garantire una pensione anche a me, tra 40 anni. A destra sono letterlamente impazziti, tutti. Urlano, si sbranano a vicenda, attaccano la Chiesa, la magistratura, la libertà di stampa, invocano morte violenta per gli avversari, si divertono con giochi in cui si affondano le barche degli immigrati.
Questo è il momento di mettere nel motore la NOSTRA SUPERIORITA’ CULTURALE. O dirle addio per sempre.
Escluso per gravi handicap fisici, escluso perchè non abbastanza brillante, per lui solo porte chiuse, e la maniglia sempre un centimetro troppo in alto, per chi ai centimetri ha dovuto imparare a rinunciare presto. Vedere gli altri che entrano, che ce la fanno, e te fuori, sempre.
Perfino oggi che la vita è cambiata, che insieme agli altri esclusi ha vinto l’assalto alla stanza dei bottoni, perfino ora che si sente così in alto, sembra ancora così basso, e resta fuori, ignorato, deriso e scartato dalle “elite di merda”, gli intellettuali, i politici, i giornalisti. E allora è normale che in lui scatti la rabbia, che perda il controllo, che esploda tutta la sua frustrazione, rosso fino alle lacrime, i capelli sudati e le braccine che si muovono convulsamente.
E allora ci sta, che un ministro invochi la morte violenta per chi lo ha sempre tenuto fuori. Ma quella morte violenta non arriverà, perfino lui lo sa, e lui resterà sempre li, fuori dai salotti, inascoltato, basso e irrilevante, come sempre è stato.
I Muse hanno suonato a Quelli che il calcio, presentato da Simona Ventura. O meglio, come ogni apparizione musicale di Quelli che il calcio, hanno mimato il loro brano in playback. Per rendere le cose più divertenti però, si sono scambiati ruoli e strumenti, senza che nessuno se ne accorgesse. E la Ventura, grande esperta di musica contemporanea, ha intervistato il batterista, pensando fosse il cantante. Prima domanda: “E’ più grande la villa del vostro batterista (il cantante) o quella di George Clooney?”.
Complimenti vivissimi.
Report forse non potrà andare in onda, perchè privato dell’assistenza legale della Rai. Floris cancellato per far spazio a una puntata di Porta a Porta. Anno Zero che deve partire senza Travaglio, lasciato senza contratto dal CdA.
Non acquistare il decoder per il digitale terrestre, non è solo una forma (efficacissima, a mio avviso) di opposizione al governo TeleCentrico, ma anche una libera scelta di non sprecare altri soldi per assistere allo scempio televisivo.Il digitale terrestre è stato fin da subito ammantato di balle, e incentivi che hanno arricchito la famiglia Berlusconi: Paolo Berlusconi vende decoder, Piersilvio le schedine di Mediaset Premium. Doveva essere la rivoluzione tecnologica del terzo millennio, fatto salvo il fatto che in alcuni stati è presente da più di vent’anni (vedi la Germania).
E poi c’è il canone Rai, reso insopportabile sia dal palinsesto, sia dall presenza pubblicitaria non più inferiore alle reti private. Lo pagassero i parlamentari, il canone, visto che loro sono gli unici a godere dei benefici della Tv Pubblica, gli unici ad avere voce in capitolo sulla programmazione e su chi può o non può fare televisione.
Nel 2009 è grottesco preoccuparsi ancora della sorte di Bruno Vespa e Michele Santoro. Io spengo la TV. Switch off.

Berlusconi ha detto di lui:”Aveva un grande sogno, diventare senatore”. Purtroppo però, senza grande attitudine ai pompini, la carriera politica è tutta in salita. E dire che gli altri requisiti, per una bella carriera a Roma, li aveva proprio tutti, inclusa una paciosa benevolenza per Cosa Nostra. E io non ci posso fare niente, non essendo fan di quiz, prosciutti e pellicce, il ricordo più nitido che mi resta di Mike Buongiorno è quello dell’intervista doppia delle Iene, 11 Novembre 2001, in cui, alla domanda “Bisogna convivere con la mafia?”, l’idolo delle nonnine risponde:
La mafia purtroppo esiste, c’è anche la mafia buona eh, che fa i propri interessi. Io ho lavorato molto in Sicilia, ho incontrato anche dei personaggi che mi dicevano “sai io sono mafioso” – “ah si? molto piacere”, comunque era una brava persona.
Brucia ancora, che prima o poi ritornerò
conservo di nascosto, sempre lo stesso smalto
Le sconfitte bruciano, eccome, e se non si ha una volontà di ferro, ti allontanano dalle tue passioni. Anche se la mia passione, la politica, aveva o avrebbe dovuto avere una forte componente di dovere civico.
Ma certi fuochi non si spengono e covano a lungo sotto la cenere. Lo sai, ma ne sei realmente consapevole solo quando qualcosa si infila nel tuo costato, dritto e forte nella piaga.
Dopo una sconfitta elettorale bruciante, seguita a una campagna elettorale carica di aspettative, anche la delusione della scomparsa del partito, a livello nazionale, e l’esplosione a livello regionale, di un caso giudiziario infamante, che si rivelerà poi (ma solo poi) infondato.
Ieri la mia piaga è tornata a bruciare quando mi sono trovato davanti, con le mani, le braccia e la faccia nella marmellata, proprio l’ex alleato che in quei giorni, su giornali e televisioni, si dimostrò il censore più feroce, da un pulpito sul quale evidentemente non aveva diritto a salire.
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