
A una domanda così, risponderei mostrando la foto di Berlusconi che fa il gesto di “mitragliare” una giornalista russa che pone a Putin una domanda scomoda.
Qui c’è la summa di ciò che Berlusoni è. La mancanza di rispetto nei confronti delle donne. La mancanza di rispetto nei confronti della stampa. L’incapacità di comportarsi in modo adeguato durante incontri internazionali. Il desiderio di eliminare i nemici (il gesto ricorda alla giornalista russa la fine di una sua collega, Anna Politoskaia, morta circa un anno prima proprio perchè disturbava Putin). L’allergia alla democrazia. L’arroganza. Il suo vero sguardo quando si dimentica del sorriso clownesco.
Il vero Berlusconi, eccolo li, sintetizzato, nel gesto di minacciare di morte una giornalista.


Quest’estate, all’aeroporto Jose Martì dell’Avana ho assistito a quel lato dell’immigrazione che solitamente non conosciamo: la partenza. Gli ultimi abbracci, un bambino che piange a dirotto per salutare il padre, le lacrime composte della madre e del padre in partenza. Una scena resa più dolorosa proprio dall’autocontrollo degli adulti, nonostante la sofferenza.
In un documento parrocchiale, reperibile
Se da un lato, dar supporto ai deficienti, è un mestiere che offre ampie prospettive (mercato inesauribile), dall’altro, va detto, da poche soddisfazioni. Il sistemista ha preso il posto nella società moderna del “mangia peccati” di una volta. Questa figura, presente in alcune società europee e non, in un passato non troppo remoto, veniva pagata dalla famiglia del defunto per assumere su di se, durante la cerimonia funebre, i peccati del caro estinto, e spianargli la via del paradiso. A rito ultimato, veniva scacciato a sassate.
La polemica sulla pausa pranzo è l’esempio dell’approccio alle politiche del lavoro in Italia.
A differenza di quanto pensassi, il dio Anubi non c’entra niente. Il nome del sito del momento (in casa mia) deriva da un tarlo, secondo Wikipedia, l’
Questo dubbio amletico me lo ha provocato un articolo di
Dopo aver subito le prime 4 canzoni avevo già deciso che l’ultimo (il primo che abbia sentito, il secondo da quando sono nati) cd degli Antlers, “Hospice”, è una palla micidiale. Poi mi sono fatto coraggio e l’ho ascoltato tutto (lo giuro). Un grande pregio, avere azzeccato il titolo (“ospizio”). Gli Antlers fanno apparire i Kings of Convenience come il lato oscuro dei Pantera. L’effetto che mi hanno fatto più o meno tutte le canzoni di questo disco, “Kettering” in particolar modo, è molto simile alla tortura cinese (vittima immobilizzata e una goccia fredda che ti cade in testa con ritmo regolare fino a portare il malcapitato alla pazzia).