-
La Locomotiva non è un blog, è più... voglia di qualcosa di buono... E' aperta a tutti e ci scrive chiunque ne abbia voglia (beh, non proprio chiunque, ma insomma). La mia pagina personale invece è Il Sottosuolo. Scrivimi a:
Rob chiocciola locomotiva.eu
e se vuoi, mandaci un tuo post a:
info chiocciola locomotiva.eu
Pagine
BerlusCountdown
Ci stiamo puppando il governo Berlusconi da 2 years, 4 months, and 23 days. Ci siamo levati il 48.3%.
Mancano ancora 2 years, 6 months, and 24 days: tenete duro.
Archivio
Blogroll
Out campaign
Commenti Recenti
- vale on L’esercizio del giorno
- Rob on - SPOT – il papa ai giovani “il posto fisso non è tutto”..
- ff on L’atomica cinese
- Kalman on L’atomica cinese
- Rob on L’atomica cinese
- FF on L’atomica cinese
- marco on Fidarsi è bene
Io sono una fabbrica dell’odio. Se vi domandate, ascoltando i Tg, cosa siano e se esistano, beh, eccomi qua. Se vi domandate cosa significhi essere una fabbrica dell’odio, prendete per esempio il vostro modi di guardare la tv. Se incontrate qualcosa che non vi piace di solito voi cambiate canale: io resto li a guardare, mi arrabbio, strepito, urlo e lancio insulti di ogni genere. Se alla radio danno una canzone di Gigi D’Alessio io non spengo, ne cambio stazione: divento rosso dalla rabbia, e mi domando perché Dio si sia preso Fabrizio De Andre e ci abbia lasciato Gigi D’Alessio.
Se gli italiani poi si ostinano a votare un palazzinaro che coltiva amicizie discutibili, io, invece di sperare in una opposizione democratica, sobillo, tramite i Social Network, i malati di mente a ferirlo.
Siamo in tanti, a fabbricare odio, siamo la Hate Factory, e abbiamo un grande nemico: il Partito dell’Amore.
Ho scritto e riscritto questo post almeno 3 volte (no, non sono disoccupato, non ancora almeno). Giravo sempre attorno al fatto che per anni il nome di Marcello Veneziani è stato citato da chi volesse dimostrare che c’era qualcosa, a destra della DC, che si sollevasse di un centimetro sopra il deserto di analfabetismo, ignoranza e Gasparri. Un po’ come chi cita Averroè (e basta) per sostenere che la cultura islamica non si inferiore alla nostra (ok, Averroè, qualcosa di più recente del dodicesimo secolo?). La realtà è che su questa roba non c’è davvero niente da dire. E’ una cazzata, è robetta, è una cosa che qualifica più il giornale che la pubblica che la persona che la scrive. Se nemmeno nel centro destra c’è più qualcuno che tenta di paragonare Lando Buzzanca a Nanni Moretti, Corrado Guzzanti a Pippo Franco, un motivo c’è. Non esiste una cultura conservatrice in Italia. Esiste solo una miseria di luoghi comuni e paure contadine messe in bocca a soubrette con le tette rifatte.
Immaginereste un festival del Cinema di Parigi? O una Oktober Fest di Berlino? O la Sagra di San Firmino a Madrid? Le due capitali d’Italia, quella politica e quella morale (si certo, te lo giuro), hanno invece un vizietto: quello di cannibalizzare le altre città italiane, facendo leva sul loro potere politico ed economico, per compensare la povertà di idee che le guida.
L’ultimo caso è quello del Gran Premio di Roma, che significherebbe la morte di Monza. Sempre a Roma c’è poi il Festival Internazionale del Cinema, creato da Veltroni, che sgomita col festival di Venezia. E i tentativi, per fortuna finora falliti, della Fiera di Milano di rubare il Salone del Libro di Torino e il Salone nautico di Genova.
Queste lotte sono veri e propri assedi combattuti attraverso il prosciugamento dei fondi destinati a queste manifestazioni, e boicottaggi a tutti i livelli, finchè la città più piccola non alza bandiera bianca. Anni fa per esempio, quando alla direzione generale della Rai andò Flavio Cattaneo (ex presidente e amministratore delegato dell’ente Fiera di Milano), si tentò di far fallire il Salone Nautico di Genova facendolo scomparire dalla Tv Pubblica, per spingere gli espositori verso Milano.
Questo è possibile anche grazie all’impossibilità, da parte dell’elettore, di punire il proprio rappresentante che, piegandosi a logiche nazionali, rinucia alla difesa del territorio. La vera difesa del territorio non sarà mai possibile fino a che i candidati saranno scelti dalle direzioni centrali dei partiti, e non dalle preferenze espresse in urna.
Popolo delle libertà 2.0: si parte. Oggi, e solo in Italia, la chat di Facebook non è disponibile. Da Google sono sparite le immagini di Berlusconi ferito. Domani è atteso il decreto d’urgenza che introdurrà il filtering di siti web, sequestri e ispezioni dei Social Network.
Occorre, alla svelta, ripensare alla propria presenza sulla rete, in vista dell’Iranizzazione delle libertà personali in Italia. Tempo fa avevo espresso solidarietà per Yoani Sanchez, arrestata dal regime di Castro per quanto scrive sul suo blog. Domani, potrebbe essere Yoani Sanchez a esprimere solidarietà per qualche blogger italiano, colpevole magari di aver messo troppi se, e troppi ma nel parlare di uno psicolabile che ha rotto tre denti al PresdelCons. Il mio consiglio personale è quello di ricercarsi su google, di controllare quanto si è scritto e dove possibile cancellare tutto. Togliere informazioni personali dai Social Network, e poi imparare a usare strumenti quali Tor, o anonymous proxy, per non correre il rischio di essere svegliati alle 5 del mattino dai Carabinieri che ti chiedono “Sei Chicco86 che scrive su Splinder?”. Azioni preventive, familiari ai ragazzi delle Rivoluzione verde iraniana, dovranno diventare familiari a noi, da domani.
Viva l’Italia, Viva Berlusconi.

Possibile che non ci abbiate fatto caso! E’ stato un sasso, scagliato da uno dei contestatori, a deviare la traiettoria del Duomo, lanciato dal Tartaglia in aria per festeggiare lo splendido discorso di Berlusconi su comunisti e toghe rosse!
P.S.: un’opinione pubblica che accetta come spiegazione per la morte di un ragazzo “il proiettile è stato deviato da un sasso”, può fottersene dei denti di Berlusconi.
Dopo l’informativa dei servizi, circa un’impennata da ieri sera delle vendite di miniature di Mole Antonelliana a Torino, le forze dell’ordine stanno procedendo ad un sequestro a tappeto di pericolosissime gondole veneziane in pesante vetro di Murano.
Qui vogliamo intanto esprimere una composta ma decisa solidarietà con la statuetta: costretta a baciare Berlusconi, senza nemmeno ricavarne i soldi per il taxi.
Poi due parole, circa il clima d’odio, i toni, bla bla bla bla. Quel tizio era in cura psichiatrica da 10 anni, e Berlusconi sta ogni giorno in televisione. Avete presente John Lennon? Ecco. Non è che l’opinione pubblica debba farsi carico di profonde riflessioni ogni volta che uno spostato commette uno sproposito. Nel capodanno del 2003, mentre ero in piazza a festeggiare, qualcuno ha lanciato un panettone dalla finestra, colpendomi in testa. Sono finito a terra, con l’uvetta nei capelli. Non ho ricevuto scuse da parte delle autorità, neppure per l’uvetta nei capelli.
Eppure quello che ha lanciato il panettone, probabilmente, non era un malato in cura psichiatrica, ma solo uno stronzo, e io non ho mai cercato di innescare una guerra civile trascinando gli elettori alla lotta contro le istituzioni.
L’ultimo governo Prodi è caduto grazie ad una intercettazione illegale messa in circolo dal Giornale. Durante il precedente governo Berlusconi è stata costruita una commissione d’inchiesta che ha cercato di incriminare i leader dell’opposizione sulla base di prove false. Il premier, all’estero, attacca la magistratura, la Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica, e annuncia l’intenzione di concentrare su di se più potere modificando la costituzione. Il commento del gota (si si, sono ironico) del giornalismo italiano: boh, dai, è solo un po’ nervosetto. Vorrei vedere te, ce l’hanno tutti con lui. Poi ti credo reagisce male, e chessò, sfasci la repubblica. Tra l’altro… (colpo di genio):
“per quanto giustificata da un contorno di veleni, l’esasperazione non è il consigliere migliore. E gli annunci non seguiti da scelte conseguenti possono rafforzare gli avversari“.
Conclude quindi Massimo Franco che, ora che l’ha annunciata, è meglio portare a termine la guerra con tutte le istituzioni, eliminare la Corte Costituzionale, eliminare la presidenza della Repubblica, sottoporre la magistratura al governo. Sennò fai la figura del quaquaraqua, e il PD magari vince le regionali nel Molise. Nemmeno quell’idiota di Belpietro riesce a scrivere una simile summa di stronzate.
10 December 2009
Uno dei commenti più gettonati sul web alla condanna di Corona è “gli dessero i lavori forzati, così impara ad andare a lavorare”. Io ho una certa simpatia per l’incoerenza, soprattutto quando rasenta l’inconsapevolezza, ma anche in queste pratiche di acrobazie dialettiche occorre misura.
Raccomanderei, innanzi tutto a chi scrive sui social network in orario di lavoro, di evitare ingiuriosi inviti ad “andare a lavorare”. Un datore di lavoro può accettare che si perda tempo, ma non che si faccia anche gli spocchiosi.
E poi farei una riflessione, sempre indirizzata a chi come me svolge il proprio lavoro davanti a un Pc, o al telefono, o entrambe. Credete davvero che uno come Corona lavori meno di voi? Che faccia e riceva meno telefonate di voi, per lavoro, ogni giorno? Che debba passare meno ore di voi in aereo o in macchina? Che debba avere a che fare con meno rompipalle, e via discorrendo? L’invito a lavorare, valido forse per i calciatori, sicuramente per i giornalisti, non è adattabile a ogni situazione. In certi casi occorre inventare qualcosa di diverso. Come augurargli il carcere e basta, così impara anche lui a farsi le seg… ops!
9 December 2009
autore: Rob - Categoria: Favole, balle e religioni
Intanto la notizia più attesa: il cardinale Ruini sta lavorando a un libro. Soggetto? Non lo indovinereste mai, è inutile che ci proviate: Dio.
Articolone-intervista sul quotidiano più amato dai giovani, il Corriere della Sera, col freschissimo intellettuale Camillo Ruini, che parte con una ovvietà pronunciata dal nonnetto porporato, ma che qualcuno doveva pur dire:
“Talvolta coloro che pensano d’essere credenti in realtà si illudono, s’ingannano da sé”
Talvolta invece, è la Chiesa che cerca in ogni modo di ingannarli. Ma non questa volta: abbiamo dovuto attendere che arrivasse alla soglia dei 79 anni (io gliene davo 104, li porta malissimo) per sentirgli dire cose sensate:
“oggi sono molto forti e diffuse, fino ad apparire prevalenti, le tendenze a negare o a ignorare Dio: lo si riduce a un prodotto della nostra mente, del nostro desiderio o della nostra struttura psichica, oppure si sostiene che per via razionale di Dio non si possa conoscere nulla, che lo si possa conoscere solo attraverso una scelta di fede puramente soggettiva”
Autori
Powered by Authors WidgetAlitalia Ambiente Antonio Cassano Beppe Grillo Berlusconi Bersani Chiesa Cattolica classe operaia Corriere della Sera digitale terrestre Eluana Englaro Facebook Fiat Genova Google Influenza A Internet iPod Touch Iran Joseph Ratzinger Lega Nord Letizia Moratti Lotta comunista mafia Marrazzo Mike Buongiorno Milano omosessualità PD pedofilia Pippo Civati preservativo Religione Cattolica RU486 Ruini Sanità Scajola Silvio Berlusconi Social Network Tarcisio Bertone Torino Trenitalia UE Umberto Bossi Vasco Rossi
WP Cumulus Flash tag cloud by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.
Cerca…
Categorie
- Ambiente (7)
- Canile 5 (7)
- Favole, balle e religioni (21)
- Internet (12)
- L'ottava nota (8)
- Padellate (2)
- Palazzi pazzi (46)
- Pattume e Società (71)
- Pizza e cinema? (4)
- Una pagina si e una no (2)
- Uncategorized (9)

