L’argomento a quanto pare preponderante nella difesa del crocefisso nelle aule, è il fatto che sta li da un sacco di tempo. Una specie di usucapione culturale. Tesi (come da miglior tradizione cattolica romana) che ignora i colossali mutamenti sociali, religiosi e giuridici intercorsi in quei “secoli”, di cui parla l’Avvenire, di esposizione del crocefisso nelle aule. Trincerati dietro l’urlo terrorizzato “laicismo!!”, sordi a ogni argomento, pure se esposto in modo pacato, vivono la loro ennesima decadenza in attesa di un 20 Settembre, tranquillamente evitabile se non si attaccassero all’illogico.
Le reazioni dei politici del centrodestra sono rappresentative della nostra cultura recente, molto più che il suddetto crocefisso. Gasparri per esempio propone, vista la sentenza sfavorevole, di eliminare la Corte europea dei diritti dell’uomo (con una legge che potremmo chiamare “Lodo Cristo”?) , Sacconi mette in dubbio la permanenza nella UE, Buttiglione definisce la sentenza “aberrante” (per diritto di replica, spero in una sentenza che definisca aberrante Buttiglione).
Del precetto cristiano del rispetto per lo stato, oramai non vi è più traccia alcuna, Ruini ha riformato il cristianesimo introducendo il concetto di lobby nel Vangelo, e L’Avvenire, che a caro prezzo ha imparato la lezione dal Giornale, elenca per nome e cognome i giudici che hanno emesso la sentenza alla Corte Europea, sperando forse che cominci una caccia europea al calzino azzurro.


