autore: Rob, December 1, 2009 - Categoria: Pattume e Società

Mi unisco a quanti (Massimo Mantellini, Lucacicca, Luca Sofri) avrebbero gradito leggere, a conclusione della lettera di Celli, un commiato, un arrivederci, auspicabile per coerenza, dopo aver tanto bene argomentato quanto lui e la sua generazione abbiano fallito nel costruire alcunchè che non fosse il proprio benessere, a discapito della genereazione successiva. Invece, come ha fatto più e più volte da D’Alema, per esempio, invoca un passo indietro per i suoi coetanei, mentre si fa un giro in più di catena intorno alla poltrona.

Ad andarsene dovrebbe essere il padre, Pier Luigi Celli, per lasciare posto al figlio, certo. E mica in senso figurato. Perchè secondo voi, tra vent’anni, chi sarà il rettore della Luiss (o dirigente in altre aziende dirette dal padre, Enel, Eni, Ipse, Rai, Unicredit)? Celli jr., o il figlio del bidello, del quale parla Akille? Celli dovrebbe portarsi dietro la famiglia, se volessimo ottenere oltre che un rinnovamento generazionale, un rinnovamento meritocratico. Questo vale ovviamente per tutti i figli di direttori ed ex direttori di quotidiani e riviste, di Amministratori Delegati e ex AD di Poste, Eni, Enel, Telecom, Rai, Finmeccanica, Alitalia, Trenitalia, rettori e professori universitari, notai, avvocati, medici, giornalisti, dentisti…

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This entry was posted on Tuesday, December 1st, 2009 at 18:13 and is filed under Pattume e Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.