Forse non ha più nemmeno senso domandarselo, il perchè del definitivo tramonto di certe idee, nelle quali in tanti hanno creduto fermamente. Perchè è un fatto che i partiti che puntavano sul ritorno alla statalizzazione dei servizi, sulla sicurezza del posto di lavoro, sull’abrogazione della legge Biagi, sul sostegno ai sindacati autonomi e il pacifismo “senza se e senza ma”, sono stati sconfitti alle ultime elezioni, e si sono annientati a vicenda parcellizzandosi in decine di sigle irrilevanti.
A quanto pare non si può obbligare ciò che rimane della classe operaia alla lotta collettiva per i propri diritti, ora che si sono accorti che l’unico modo di ottenere qualcosa è lottare per se. Ed è difficile convincere chi si è appena levato di dosso, dolorasemente, i debiti di Alitalia, a prendersi in carico quelli di Trenitalia.
Lavoro da circa 10 anni, non ho mai avuto un contratto più lungo di 1 anno, e non ho mai incontrato in vita mia un sindacalista. Eppure ogni anno sono riuscito a guadagnarmi o un rinnovo, o un altro posto, con un miglioramento della situazione economica, senza bloccare l’autostrada, o incatenarmi a un cancello.
Si può rifiutare la realtà, chiudere gli occhi, e vendere “Lotta comunista” davanti alle scuole. Oppure la si può accettare, si può accettare il presente, e provare e inventarsi il futuro, e lasciare le ricostruzioni del passato alle compagnie teatrali di quartiere.
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This entry was posted on Friday, January 29th, 2010 at 18:00 and is filed under Pattume e Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.



hai mai letto una riga di lotta comunista?
Si. Venivano nel mio palazzo a venderlo porta a porta, in anni in cui ero più mentalmente più aperto.