14 August 2009
autore: Rob - Categoria: Uncategorized

Il sito della CIA in cui si raccolgono le informazioni sintentiche sugli stati, “The world Factbook”, dice testualmente:

“Cuba is principally a source country for women and children trafficked within the country for the purpose of commercial sexual exploitation and possibly for forced labor; the country is a destination for sex tourism including child sex tourism, which is a problem in many areas of the country”

Ovvero, secondo l’Agenzia, Cuba sarebbe una meta per il turismo sessuale, in particolare, per i pedofili.

Ho girato tutta l’isola, in 3 settimane, e non mi è mai capitato di vedere ne una prostituta, ne un bordello; che sicuramente ci sono, ma non mi ha dato l’idea di essere una piaga dilagante. Inoltre, guardo altri dati riportati dal sito, per esempio la classifica della mortalità infantile. Cuba è al 181esimo posto (più in basso si è meglio si sta), con 5,82 morti ogni mille. Sopra di lei ci sono proprio gli Stati Uniti, con 6,26 morti ogni mille, e sotto l’Unione Europea, con 5,72/1000 morti. In Brasile, potenza economica emergente sudamericana, muoiono circa 22 bambini su 1000 nati. Ad Haiti, che dista poche miglia di mare da Cuba, addirittura 60, ed è al 37esimo posto di questa classifica (Haiti è il paese più povero dell’emisfero occidentale, e dista da Cuba quasi quanto la Sicilia dalla Calabria).
Altro dato interessante, per definire una meta di turismo sessuale. Nella classifica mondiale riguardante la percentuale di popolazione affetta da HIV, Cuba è 138esima, con meno dello 0,1%. Gli Stati uniti, con un bel 0,6% si collocano al 68esimo, l’Italia all’82esimo con lo 0,4% e così via. Le percentuali di altre, note mete di turismo sessuale sono ben diverse: Ucraina 1,6%, Thailandia 1,4%, Russia 1,1%, Brasile 0,6%.
Un ultimo dato interessante: il 99,8% dei cittadini cubani sa leggere e scrivere, contro il 99% degli americani e il 98,8% di noi italiani.